Dr. Alessandro Maria Caboni
Medico-Chirurgo
Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Specialista in Chirurgia Maxillo-Facciale
Milano Firenze Genova Bergamo
+ 39 335 6937286
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Chirurgia del Seno
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Mastopessi

Cosa può fare una mastopessi

Il normale processo d’invecchiamento può alterare lentamente i tessuti mammari rendendo il seno cadente in maniera più o meno accentuata. Spesso può accadere che dopo una gravidanza il seno possa svuotarsi e presentare delle smagliature soprattutto nel polo superiore del seno che a loro volta peggiorano la ptosi del seno post-gravidica.

Una mastopessi rimuovendo i tessuti in eccesso e rimodellando la ghiandola mammaria ridona forma e permette di risollevare completamente il seno. L’intervento può limitarsi anche a solo una parte della struttura anatomica ed essere eseguito in combinazione con altri interventi come la mastoplastica additiva

*La nostra trasparenza : i rischi della chirurgia estetica

In che cosa consiste una mastopessi

Durante una mastopessi viene rimossa con il bisturi la parte di pelle eccedente . La quantità di pelle eliminata viene misurata con precisione per ottenere un risultato simmetrico su entrambi i seni. La ghiandola mammaria sottostante viene quindi opportunamente modelllata e riposizionata verso l’alto per ottenere la forma prestabilita.

Quali risultati aspettarsi da una mastopessi

L’intervento di mastopessi lascia una finissima cicatrice appena visibile intorno all’areola che viene normalmente ridotta di dimensioni. Altre volte a seconda della tecnica usata è necessario effettuare anche una cicatrice verticale nel polo inferiore dellla mammella,.che tenderà a scomparire dopo qualche tempo.Il seno dopo qualche mese dall’intervento assumerà la forma definitivae gradevole.All’inizio infatti, il più delle volte il seno presenta una forma strana, che è del tutto normale se l’operazione è stata trattata correttamente.L’intervento non influisce su una eventuale gravidanza post-operatoria.

Anestesia e ricovero

Questo intervento può essere eseguito tranquillamente in anestesia locale con sedazione che con un’iniezione appena percepibile vi aiuterà a rilassarvi fino ad uno stato di dormiveglia. Subito dopo l’intervento potrete farvi accompagnare a casa.

Chi invece per motivi personali sceglie un’anestesia generale deve calcolare il ricovero in clinica e fare le visite necessarie e il colloquio con l’anestesista il giorno prima dell’intervento. Considerate che l’anestesia generale comporta sempre dei rischi maggiori.

Precauzioni prima dell’intervento

Per ridurre al minimo i rischi e le complicazioni osservate strettamente le indicazioni del vostro chirurgo sia prima e che dopo l’intervento. Comunicategli sempre se soffrite di allergie o di altre malattie croniche. Sono controindicati antidolorifici tipo aspirina durante le due settimane che precedono l’intervento perché il loro principio attivo interferisce con la coagulazione del sangue e può causare sanguinamenti eccessivi. E’ meglio evitare anche alcolici e sonniferi.

Come prepararsi all’intervento

Prima dell’intervento è necessario eseguire una mammografia ed una ecografia al fine di verificare che non vi siano lesioni nodulari del tessuto mammario. Procuratevi delle compresse e due o tre piccoli elementi elementi refrigeranti da poter appoggiare sui tessuti appena operati. La sera prima dell’intervento assumete l’antibiotico secondo la prescrizione del vostro chirurgo. Cercate di essere riposati, arrivate senza smalto sulle unghie

Come viene eseguito l’intervento

Per quanto concerne la mastopessi esistono varie tecniche che vengono adeguatamente scelte dal vostro chirurgo a seconda dell’entità del difetto. Fondamentalmente se si tratta di una modesta ptosi basta eseguire una cicatrice periareolare che permette di ottenere un buon risultato anche senza rimodellare la ghiandola. Se la ptosi è più marcata almeno 2.5 centimetri è necessario ricorrere ad una cicatrice verticale che parte dal polo inferiore dell’areola e termina nel solco mammario, viceversa il risultato non sarebbe stabile nel tempo. Prima dell’intervento il chirurgo traccia con un pennarello finissimo le linee d’incisione per ottenere un risultato ottimale. Si esegue quindi l’anestesia locale per procedere poi alla rimozione della pelle in eccesso con molta delicatezza e precisione. Se necessario si interviene a livello della ghiandola che viene modellata chirurgicamente per riportare verso l’alto i tessuti mammari che sono migrati verso il basso che vengono fissati più in alto sui tessuti profondi. Una volta ottenuta la forma desiderata si procede alla sutura dei tessuti mediante fili sottilissimi e riassorbibili introdotti sotto la cute in maniera da non lasciare cicatrici visibili.Talvolta se si desidera aumentare il volume del seno oltre che a sollevarlo si può anche introdurre una protesi. L’intervento dura circa 2-2,5 ore.

Cosa succede dopo l’intervento

Subito dopo l’intervento bisogna aspettarsi gonfiori più o meno accentuati che si riassorbono dopo 10-12 giorni. Durante questi giorni tenete delle compresse fredde nel polo superiore del seno in maniera da diminuire l’effetto edematoso post-operatorio più velocemente. I fili di sutura non devono essere rimossi in quanto sono riassorbibili e si trovano al di sotto della cute. Le cicatrici si ridurranno a linee sottilissime appena o per niente visibili dopo circa 12 mesi.

Possibili complicazioni

Sanguinamenti ed ematomi sono estremamente rari ma possono avvenire anche 1 o 2 giorni dopo l’intervento. In pazienti che hanno difficoltà a cicatrizzare, le linee di sutura potrebbero apparire arrossate e ruvide per più settimane. In questo caso il chirurgo può consigliare un trattamento adeguato. Una leggera insensibilità dopo l’intervento è normale e tenderà a scomparire nel giro di qualche mese.

Precauzioni dopo l’intervento

Non usate creme o trucchi sui tessuti per le 2 settimane che seguono l’intervento. Indossate sempre giorno e notte un reggiseno sportivo senza ferretto per 6 mesi dall’intervento e possibilmente utilizzate per almeno tre mesi dei cerotti lungo le linee ti tensione delle ferite per migliorare la cicatrizzazione.